I risultati del voto furono, anche per i vincitori, inferiori alle aspettative. Nelle numerose iniziative analitiche cui i risultati sono stati, nel tempo, sottoposti, si sono evidenziati alcuni punti di interesse, tradotti però in conclusioni di indirizzo divergente. Sono state proposte interpretazioni sociologiche e statistiche del voto, che avrebbero intravisto influenze della condizione economica del momento, dell'ingresso dell'elettorato femminile, o da molti altri fattori. Altra tesi sostenuta da alcuni che la causa delle preferenze tra monarchia e repubblica fosse da ricercarsi in una differenziazione sociale: i ceti più istruiti sarebbero stati repubblicani mentre quelli dove l'analfabetismo era maggiore avrebbero avuto una preferenza per il campo monarchico. Questa tesi che cercava di far leva sulla contrapposizione tra città -proletariato industriale (di norma dotato comunque di una istruzione maggiore) e campagna-proletariato contadino non trova ormai sostenitori. Alcuni analisti, del campo repubblicano e di quello monarchico affermarono anche che la repubblica avrebbe potuto ricevere un minimo vantaggio dal voto femminile, fortemente voluto dalla sinistra perché nelle aspettative di quella parte le donne sarebbero state più sensibili all'equazione, enfatizzata in propaganda, «monarchia=guerra, repubblica=pace».Risultati particolariIl dato del Trentino, ove la repubblica aveva ottenuto una vittoria schiacciante (85%) fu interpretato con l'avversione delle popolazioni di lingua tedesca della regione per la politica nazionalistica del fascismo, da loro identificato con la monarchia. Anche il mancato rientro di parte dei soldati inquadrati nei reparti di alpini venne invocato come concausa della sconfitta monarchica. La possibilità  che, per le condizioni dell'istruzione, vi sia stata confusione nei termini (la RSI era una «repubblica») è stata avanzata, ma senza incontrare gran seguito.Tra le regioni del nord stupì il voto del Piemonte, regione storicamente legata alla casata dei Savoia dove la repubblica aveva vinto con il 56,9%. La regione dove si ebbe la maggior percentuale di voti nulli fu la Valle d'Aosta, territorio storicamente legato alla Casa sabauda. L'Italia divisa in dueDai dati del voto, l'Italia risultò divisa in sud monarchico ed un nord repubblicano. Le cause di questa netta dicotomia possono essere ricercate nella differente storia delle due parti dell'Italia dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943. Per le regioni del Sud la guerra finì appunto nel 1943, con l'occupazione alleata e la progressiva ripresa del cosiddetto Regno del Sud, che grazie agli aiuti stranieri ed all'allontanamento del fronte aveva riguadagnato una certa tranquillità  ed un certo benessere.Per contro, il Nord dovette vivere quasi due anni di occupazione tedesca e di lotta partigiana (contro appunto i tedeschi ed i fascisti della RSI) e fu l'insanguinato teatro della guerra civile (che ebbe echi protrattisi anche molto dopo la cessazione formale delle ostilità ). Le forze più impegnate nella guerra partigiana facevano capo a partiti apertamente repubblicani (partito comunista, partito socialista, movimento Giustizia e Libertà ).

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