I monarchici attribuirono la loro sconfitta a brogli elettorali ed a scorrettezze nella convocazione dei comizi e nello svolgimento del referendum. Tra le questioni giudicate irregolari, quelle più rilevanti, secondo i monarchici, furono: molti prigionieri di guerra si trovavano ancora all'estero e quindi impossibilitati a votare, il referendum sarebbe quindi stato indetto intenzionalmente senza attenderne il rientro; parte delle province orientali (Trieste, Gorizia e Bolzano) non erano ancora state restituite alla sovranità  italiana, e quindi, non potendo prender parte alla votazione un numero di potenziali elettori superiore allo scarto effettivamente registrato, il risultato era da considerarsi parziale;  il clima di violenza durante la campagna elettorale aveva indebolito la campagna monarchica (la Polizia Ausiliaria fu accusata di aver duramente contribuito a questa situazione); i primi risultati pervenuti, indicavano una netta prevalenza di voti pro-monarchia; improvvisamente, dopo che anche al Papa era stato comunicato l'andamento, e dopo che lo stesso De Gasperi aveva telefonato al ministro della Real Casa per anticipare la sconfitta dei repubblicani, la situazione stranamente cambiò di colpo; Analisi statistiche, [senza fonte] fornite dai monarchici, avrebbero poi evidenziato come il numero dei voti registrati fosse largamente superiore a quello dei possibili elettori.

Nel disordine generale seguito alla guerra, pare non impossibile che un numero consistente di votanti possa aver usato documenti d'identità  falsi. I monarchici presentarono numerosi reclami giudiziari, che vennero però respinti dalla Corte di Cassazione. Stime monarchiche[senza fonte] valutano in circa tre milioni i voti che andarono persi per diverse ragioni, numero maggiore della differenza tra l'opzione repubblicana e quella monarchica.

Questo sito web utilizza cookie tecnici per assicurare una migliore esperienza di navigazione; oltre ai cookie di natura tecnica sono utilizzati anche cookie di terze parti. Per saperne di più e conoscere i cookie utilizzati accedi alla pagina policy & Privacy. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti all’utilizzo dei cookie. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

  I accept cookies from this site.
EU Cookie Directive Module Information