Imprese propagandistiche

All’inizio degli anni ’30 la dittatura si era ormai stabilizzata ed era fondata su radici solide. I bambini, così come tutto il resto della popolazione, erano inquadrati in organizzazioni di partito, ogni opposizione era stroncata sul nascere, la stampa era profondamente asservita al fascismo. L’Italia insomma si era abituata al regime, tanto da osannarne il suo leader.Fu in questo clima che vennero organizzate diverse imprese aeronautiche.

Gli anni del consenso

L’11 ottobre 1935 l’Italia venne sanzionata per l’invasione dell’Etiopia. Le sanzioni in vigore dal 18 novembre consistevano in: Embargo sulle armi e sulle munizioni Divieto di dare prestiti o aprire crediti in Italia Divieto di importare merci italiane Divieto di esportare in Italia merci o materie prime indispensabili all’industria bellica Paradossalmente, nell’elenco delle merci sottoposte ad embargo mancano petrolio e i semilavorati.In realtà  fu soltanto la Gran Bretagna a osservare le regole imposte dalle sanzioni.

Fascismo e razzismo, camicie nere fasciste

I primi anni dell’Italia fascista non videro provvedimenti razzisti. La “questione ebraica”, sulla scorta di quanto avveniva nella Germania nazista, si presenta in Italia soltanto nella seconda metà degli anni ’30. Quando Hitler salì al potere in Germania nel 1933 da subito emanò provvedimenti volti alla discriminazione negativa della popolazione ebraica, i quali non trovarono il favore di Mussolini che esplicita la sua contrarietà. Tra i fascisti della prima ora vi erano moltissimi italiani di religione ebraica, tantè che centinaia di essi parteciparono alla marcia su Roma.Il 14 luglio 1938 fu pubblicato sui maggiori quotidiani nazionali il “Manifesto della razza”.

Situazione delle forze armate

L’esercito era sicuramente la forza armata peggiore che la nazione italiana possedeva. Delle 72 divisioni che Mussolini sbandierava di avere all’alleato tedesco, solo una ventina erano realmente in grado di combattere. Per di più di queste venti, alcune si trovavano sparpagliate nei vari territori che l’Italia aveva conquistato oltre confine (Albania, Etiopia).

Teatri di guerra

Teatro africano: Il confronto militare tra Italia e Gran Bretagna venne inizialmente interpretato come una guerra imperiale, anche se il divario tra le risorse dei due paesi era enorme. I due scacchieri, in africa settentrionale e in africa orientale, presentavano problematiche differenti.

I partigiani e l’epilogo del conflitto

Le sconfitte sia sul fronte africano che su quello russo causarono in Italia vari scioperi e un calo di consensi nei confronti del fascismo e di Mussolini. Intanto, in Africa, proseguì la resistenza delle truppe italiane, mentre in Russia procedeva la ritirata.A maggio venne presa Tunisi, ultimo baluardo dell’esercito regio italiano e poche settimane più tardi anche le isole di Lampedusa e Pantelleria, dando inizio all’Operazione Husky. Le difficoltà  militari colpirono anche Mussolini.