Il “Concerto per la Repubblica” al Quirinale

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rivolto il suo saluto a tutti gli italiani per la Festa della Repubblica in occasione del “Concerto per la Repubblica”, eseguito dall’Orchestra e dal Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, diretti dal Maestro Antonio Pappano, in onore del corpo diplomatico accreditato presso lo Stato italiano.

Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del concerto in onore del Corpo Diplomatico accreditato presso lo Stato Italiano

Rivolgo un saluto molto cordiale agli Ambasciatori accreditati nel nostro Paese intervenuti a questo concerto, in occasione della nostra Festa nazionale, che ricorda la nascita della Repubblica.

Celebrare questa Festa alla presenza del Corpo diplomatico manifesta che l’Italia guarda con simpatia a tutti i Paesi qui rappresentati.

Un saluto alle autorità istituzionali presenti. Questo – In Italia – è un momento di passaggio dei compiti e delle responsabilità di governo ed esprimo un forte augurio al nuovo Governo per il suo lavoro e un sincero ringraziamento a quello che ha appena concluso la sua attività.

Ringrazio il maestro Antonio Pappano e l’Orchestra di Santa Cecilia che tra poco doneranno dei momenti di straordinaria intensità artistica a tutti noi e a quanti ci seguono attraverso la televisione e il web, che saluto cordialmente.

La Repubblica italiana persegue, con costanza, la pace: questa è la vocazione che le assegna la Costituzione, di cui ricorre il settantesimo anniversario.

La continua ricerca di collaborazione caratterizza i rapporti dell’Italia con tutti i Paesi del mondo: soltanto insieme possiamo affrontare le sfide sempre più globali che il contesto internazionale ci pone di fronte.

Le chiavi della pace e del benessere sono rappresentate dalla collaborazione, dalla reciproca comprensione e dal progressivo venir meno delle barriere tra i popoli, dall’evitare conflitti di ogni tipo, dallo sviluppo condiviso. Questa è, del resto, l’esperienza presentata dall’integrazione d’Europa, in cui l’Italia intende svolgere un ruolo sempre più positivo e protagonista.

Occorre sempre – nella comunità internazionale come all’interno di ciascun Paese – rifuggire da parole di ostilità e di contrapposizione; contrastarle e rimuoverle. E ascoltare, invece, e far proprie, parole di concordia.

Il 2 giugno, con la sua Festa, è testimonianza di una cittadinanza consapevole – seria, onesta e fortemente laboriosa – che si stringe intorno alla Repubblica. Testimonia anche la domanda di forte coesione nazionale.

In questi settant’anni si sono succedute anche tensioni e prove nella vicenda storica italiana: la cornice delle istituzioni repubblicane ha sempre dimostrato di saper consentire all’Italia di affrontare, senza esitazioni, problemi e sfide impegnative che via via si sono manifestate.

Lo stesso confronto tra le forze politiche, talvolta aspro, si è sempre tradotto nell’attitudine a non ridursi a conflitto fine a se stesso, quanto, piuttosto, nell’ambizione di assicurare all’Italia prospettive di sviluppo più sicure e più forti.

Con questa convinzione e in questa prospettiva auguro a tutti buona Festa della Repubblica.