Intervento del Presidente Mattarella al termine del Concerto diretto da Riccardo Muti

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Intervento del Presidente Mattarella al termine del Concerto diretto da Riccardo Muti in occasione della Festa della Repubblica

Palazzo del Quirinale, 01/06/2015

Desidero esprimere un ringraziamento particolarmente intenso al Maestro Muti per la disponibilità manifestata che l’ha condotto a dirigere l’esecuzione di questo magnifico concerto. Gli applausi che hanno seguito ogni brano hanno fornito la misura di quanto ammirato apprezzamento vi sia in coloro che qui l’hanno ascoltato, nel Salone dei Corazzieri, e certamente anche in quanti lo hanno ascoltato in diretta televisiva.

Lo ringrazio per le considerazioni che ha fatto poc’anzi e per il richiamo alla libertà, filo conduttore che ha attraversato i brani che il Maestro ha scelto. Un apprezzamento molto grande per l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini che il Maestro ha diretto e che segue con dedizione da quando, oltre dieci anni fa, ne ha promosso la costituzione. Un apprezzamento altrettanto grande al Basso e al Baritono che abbiamo ascoltato poco fa.

Un saluto molto cordiale al Corpo Diplomatico. Gli Ambasciatori presenti in Italia recano qui l’amicizia dei loro Paesi e per ringraziarli del loro impegno, in loro onore, abbiamo promosso questo concerto così splendidamente impostato e condotto dal Maestro Muti. L’abbiamo fatto in occasione del compleanno della Repubblica, domani 2 giugno, in cui ricordiamo il ritrovamento della libertà e della democrazia, e ricordiamo anche la prima occasione in cui si è esercitato il diritto di voto delle donne italiane.

Questo 2 giugno del 2015 presenta qualche segnale di speranza, pur nelle difficoltà che permangono nella vita quotidiana degli italiani, si inizia a intravedere l’uscita dalla crisi di questi anni.

L’Italia nella sua storia recente ha attraversato diverse stagioni molto difficili e le ha superate operando con spirito solidale, al di là e al di sopra delle differenze politiche anche profonde talvolta : la ricostruzione del dopoguerra, la lotta al terrorismo, l’ingresso in Europa, le tante catastrofi naturali che si sono succedute. Le difficoltà possono essere superate se vi è coesione e senso di solidarietà. Nella nostra società vi sono tanti esempi di spontanea coesione, penso ai cittadini di Milano che un mese fa hanno ripulito le strade della città devastate dai Black Bloc; penso ai giovani della Liguria che si sono mobilitati per cancellare e riparare le ferite delle alluvioni. Vi sono tanti esempi di questo genere da seguire anche nella vita istituzionale. Le discussioni, la dialettica anche acuta è preziosa, sono preziose le discussioni tra opinioni diverse. Ma le liti esasperate creano sfiducia, contribuiscono insieme ad altri fattori ad alimentare sfiducia e allontanano dalla partecipazione i cittadini, e senza un’adeguata partecipazione e coinvolgimento dei cittadini la democrazia si impoverisce molto. 

Credo che avremo bisogno di recepire, nel nostro Paese, un po’ dell’armonia collettiva che abbiamo oggi ricevuto da questa splendida Orchestra ; credo che una simile armonia andrebbe auspicata anche in ambito internazionale. Nel mondo vi sono minacce nuove che spaventano, fenomeni che allarmano : il terrorismo fondamentalista, le ondate migratorie incontrollate, l’inquinamento globale, la mancanza di qualità della vita. Sono sfide che nessun paese può affrontare e risolvere da solo. L’isolamento, la solitudine provocano spesso paura ed egoismo e conducono a sconfitte. Occorre anche lì più solidarietà, più collaborazione, una politica di ampia collaborazione. L’Italia, partecipe della comunità internazionale – ricorrono sessant’anni dal nostro ingresso nell’Onu – l’Italia, membro convinto dell’Unione europea, persegue queste finalità, promuove questi comportamenti, questi atteggiamenti di collaborazione. L’Italia – mi rivolgo ai miei concittadini – è un grande Paese, con tante energie vitali e positive, in ripresa. Per dar loro modo di esprimersi compiutamente occorre trasmettere fiducia e occorre, è necessario, più affiatamento. Ne è una manifestazione l’Expo di Milano dove contribuiscono la nostra creatività italiana e i bellissimi padiglioni di tanti Paesi i cui Ambasciatori sono qui questa sera.

In definitiva, Maestro, mi sembra che seguendo il filo del suo concerto quel che occorre è più coesione, maggiore solidarietà, e questo credo sia il messaggio del 2 giugno.

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